Caro amico,
trascorriamo una piacevole serata parlando di Vita? Senza rattristarci con banalità ed acciacchi?
ALLORA TI ASPETTO LUNEDI 22 SETTEMBRE 2008 AD OZZANO IN PIAZZA ALLENDE ORE 20,30.
........"cosa"seria per AMICI che prendono la Vita semiseriamente".....
PRESENTA IL MIO LIBRO "DI PARKINSON NON SI MUORE" il noto giornalista MICHELE SERRA

Ti aspetto..... "numeroso".   Ciao ERMES CARASSITI
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Basterebbe questo invito per capire quanta leggerezza e ironia alberghino nell'animo di Carassiti, costretto da anni a combattere contro il morbo di Parkinson.
La stessa leggerezza e ironia che caratterizzano il libro
nel quale racconta il suo percorso dentro la malattia, senza mai piangersi addosso...

Il libro di Ermes Carassiti sbaraglia ogni possibile dubbio circa la pena e la tristezza e la compassione fuori luogo che la parola "malattia", la parola "dolore" ci provocano. E' un libro allegro, finisce con la parola "culo" che è una delle più allegre del mondo, è un libro vivo, tenace e coraggioso.
In ogni ammalato noi proiettiamo la nostra debolezza e le nostre paure. L'ammalato le testimonia una per una, ce le rammenta, le incarna. Beh, l'ammalato Carassiti ha il merito formidabile di chiamarle per nome, le nostre paure, nessuna esclusa, e caricarsele in groppa con un'energia ammirevole. Semplicemente le inserisce nel novero (logico, oggettivo) della vita, di ciò che capita, delle cose che compongono l'incredibile affresco dell'esistenza. Il Parkinson è un pezzo di Ermes, è una sua condizione, un pezzo della sua via e del suo transito. Non una sola riga del libro esclude o maledice o peggio ancora "non capisce". Tutto il libro, al contrario, è un percorso di comprensione, di curiosità, un viaggio iniziatico dentro una dura malattia e dunque dentro se stesso, i propri ricordi, le proprie cognizioni, le proprie capacità.

dalla prefazione di Michele Serra   

"capivo che per attraversare il fiume non avrei dovuto oppormi alla corrente, ma assecondarla!
aspettandomi ostacoli improvvisi, certo;
ma solo affrontandola non direttamente la si poteva vincere!
Così cambiai direzione e seguii la corrente senza smettere mai di contrastarla" (pag.33)

Un proverbio africano ci aiuta a capire.
"Se nel tuo pozzo non trovi più acqua,
prima di scavarne un altro più lontano, calati nel tuo e scava più a fondo".
E così cominciai a scavare più a fondo nel mio pozzo. (pag.54)

 

  UN LIBRO PER CERCARE FONDI CONTRO IL MORBO DI PARKINSON  

Parte del ricavato dalla vendita di questo libro sarà devoluto alla Fondazione Grigioni per il morbo di Parkinson e Associazione Italiana Parkinsoniani per sostenere la ricerca.

Parkinson
una malattia che colpisce in Italia più di 220 mila persone; 8 mila nuovi casi all'anno.

Acquistate e regalate copie di questo libro,
piccoli passi in avanti, per un grande percorso, nella ricerca

Grazie, Ermes Carassiti
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    DOVE SI PUO' TROVARE IL LIBRO?    

-presso le migliori librerie, in particolare:
- Libreria Irnerio - Via Irnerio Bologna
-Libreria Ulisse - via degli Orti Bologna
- Libreria Coop c/o CentroNova - Villanova di Castenaso
- Libreria Coop c/o Centro Minganti Bologna
- Feltrinelli - Piazza Ravegnana Bologna
- Mondadori - via D'Azeglio Bologna
- Live - via Nardi centro comm.le ozzano 
- Mazza - vie Emilia Ponente Imola 
per acquistare on line
www.bacchilegaeditore.it
www.viadeilibri.it
www.ibs.it

 

ALCUNE IMMAGINI DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO
presenti, assieme all'autore,
il giornalista Michele Serra,
autore della presentazione del libro,
Loretta Masotti e Luca Lelli,
rispettivamente Sindaco e Assessore alla Cultura
del Comune di Ozzano dell'Emilia,
Angela Marcheselli,
giornalista e responsabile della Bacchilega Editore,
Stefano Catellani, psichiatra e psicoterapeuta;
nonché Pina Randi,
fine lettrice di alcuni brani del libro.

 

    INTERVISTA A ERMES CARASSITI,    
    autore del libro “DI PARKINSON NON SI MUORE”    

INTERVISTATORE: Ermes Carassiti, Tu sei artista già noto in Italia nelle arti figurative, soprattutto nella tecnica ad acquarello. Hai già esposto in moltissime mostre; hai pubblicato “Maschere e mistero 1994” e recentemente il libro (con una coautrice) “Acquarellogrammi –camminando fra immagini e parole-”. Ora perché pubblichi un libro al di fuori delle Tue competenze? Che cosa Ti aspetti? In che impresa Ti sei imbarcato?
ERMES CARASSITI:
Credo che un libro dal titolo ”Di Parkinson non si muore“ purtroppo sia diventato di “mia competenza perché sono un Parkinsoniano a tutti gli effetti dal 1998. Ventiquattrore su Ventiquattro.
Ho sottoposto i capitoli che trattano la materia dal punto di vista scientifico alla supervisione del Prof. Gianni Pezzoli proprio per evitare di usare terminologie che non fossero appropriate.
Occorre affrontare sempre la realtà e, questa, è la mia realtà purtroppo da 10 anni. Certo avrei preferito scrivere di Arte.
E’ una realtà che si rinnova e si modifica continuamente e con questo libro ho voluto raccontare come occorra adeguarsi e come occorra sfruttare le ampie risorse che sono in noi per affrontare questa malattia perniciosa.
Quando mi chiesero di riportare su di un libro la mia esperienza di parkinsoniano mi sono improvvisato scrittore e così ne è nato questo dal titolo “di Parkinson non si muore” dal quale mi aspetto innanzi tutto di non annoiare e di divertire così come io mi sono divertito nello scriverlo. Non nascondo che l’altro scopo, forse un po’ ardito, è quello di poter essere utile a tanti parkinsoniani che abbiano bisogno di confrontarsi con un “ collega”..

INTERVISTATORE: Nel Tuo libro “Di Parkinson non si muore” non c’è neppure una frase contro l’accidente malattia; questa malattia, poi! O forse inizialmente eri furente e adesso ti sei rassegnato? Perché ripeti così spesso il ritornello “Di Parkinson non si muore?” Qual è il messaggio che vuoi trasmettere?
ERMES:

E’ vero non c’è nessuna parola “astiosa”. Ma perché non occorre! Già si sa dove conduce una malattia cronica: a conviverci il più a lungo possibile e con il miglior tenore di vita possibile.
Quindi rimbocchiamoci le maniche e affrontiamola! 
Se “di Parkinson non si muore” in qualche maniera si dovrà pur vivere!! Facciamolo in modo preparato e dignitoso! E’ inutile e peggiora la situazione lamentarsi, inveire o, peggio, isolarsi.
Questo è il messaggio che intendo diffondere: crediamo in noi, nelle nostre risorse e non cediamo mai alle insidie che il Parkinson ci tende. Neppure cediamo a chi considera l’ammalato come un povero diavolo più “sfigato” di altri. Noi siamo “diversamente sani che possono vivere la loro diversità combattendo con dignità la propria battaglia e chissà, magari vincerla…. 

INTERVISTATORE: C’è una linea di sviluppo nelle idee esposte nel Tuo libro o ci sono già da principio tutte le Tue soluzioni?
ERMES:
Le mie non sono soluzioni, come fossero istruzioni da seguire o consigli da elargire, ma sono atteggiamenti che ho assunto col progredire della malattia e che mi hanno giovato.
Comportamenti che, se praticati con disciplina e continuità ci potranno aiutare a stare meglio. Credo che si potranno ulteriormente migliorare.
Quindi la linea di sviluppo c’è ed è personale per ogni parkinsoniano.
Non so se modi e metodi odierni per contrastare questa malattia saranno tali anche fra alcuni anni. Ma è certo che il mio atteggiamento sarà sempre il medesimo: non smettere mai di combattere perché ….. di Parkinson non si muore.

INTERVISTATORE: Che cosa sentenzia sul Tuo libro la casta dei medici? Ne sanno tanto più di Te?
ERMES:
Non credo sia una casta quella dei medici e se fosse non credo che possano interessare le loro sentenze. Occorre però che sappiano che cosa proviamo noi parkinsoniani ad essere “diversamente sani”. E’ proprio dai medici che ho appreso che “di Parkinson non si muore” però non tutti sono preparati ad insegnare come fare a convivere con questa malattia. Solitamente il medico identifica l’ammalato alla malattia tralasciando i problemi personali che gradatamente sopraggiungeranno.
E’ più facile prescrivere un altro farmaco e vedere l’effetto che fa che prevenire con fisioterapie adeguate e comportamenti di vita appropriati. E così la società si appesantisce di oneri che non sono utili a nessuno. Forse, a produttori di farmaci. Anche loro però seguono la richiesta di mercato…
Io non ne so più dei medici, sul Parkinson, ma sicuramente assieme aumenteremo le nostre conoscenze. Ecco perché questo libro si rivolge anche a loro.

INTERVISTATORE: Che cosa dicono i nostri “colleghi” parkinsoniani? Leggono volentieri queste pagine o si rifiutano? Perchè?
ERMES:
Questo libro vuole essere principalmente una mano tesa ad aiutare, ma so per certo che vi sono parkinsoniani che non ne hanno bisogno ed anzi rifiutano qualsiasi aiuto.
E questo perché la società solitamente emargina il portatore di “malattie croniche”….Ma noi siamo “diversamente sani”e con questo libro intendo dimostralo.
Vorrei che le mie parole giungessero a questi “colleghi” come fossero quelle di un amico impegnato sullo stesso fronte. Non è semplice essere parkinsoniano e nel mio libro cerco prima di tutto di rispettare colui che soffre ed a lui mi rivolgo con una sola parola: forza! 

INTERVISTATORE: Che cosa dice la “gente comune” del Tuo libro? quelli che hanno avuto tante “fortune” dalla vita ma non il Parkinson?
ERMES:
La gente comune ha paura.
La malattia è un accidente che può capitare a chiunque e questo spaventa.
Il lettore comune di solito cerca un segnale che lo rassicuri che quello strano tremore non sia Parkinson oppure che quei disturbi che avverte non preludano a cose ben più gravi.
Spesso, non conoscendo il parkinson addirittura alcuni imprenditori pensano che intellettualmente il loro impiegato parkinsoniano sia dannoso e lo invitano a “prendere atto” e starsene a casa. Cosa può fare allora il parkinsoniano??
Il mio libro non può dare risposte a queste domande, ma tentare può.

INTERVISTATORE: C’è un messaggio che vorresti lasciare personalmente ad ogni lettore del Tuo libro?
ERMES:
Sì. Che tutti sappiano, ammalati o no, medici, parenti, o lettori occasionali, che stare bene nella vita non è soltanto una faccenda di fortuna, ma occorre sapersi aiutare e trovare ciò che di positivo ci viene offerto e questo farlo al più presto perché se di Parkinson non si muore…. di vecchiaia, sì !

(a cura di Giorgio Langella)

 



                  

     ERMES CARASSITI     
Via Garibaldi, 1 - Ozzano dell'Emilia (BO) - Italia
Tel. 051.798256 - 338.2598415   e-mail: ermes.carassiti@gmail.com